Nonostante l’ispirazione altalenante, anche oggi ce l’ho fatta…

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Temevo di essere ricaduta nell’apatia più totale già al secondo giorno dell’attuazione del mio piano di emergenza, visto che ho passato la prima parte di questo martedì a logorarmi il fegato per un problema connesso – indovinate un po’? – ad ALO e cercando di sopravvivere a una temperatura che per me è insostenibile, ma in serata mi sono ripresa e non solo ho scritto una discreta pagina del mio libro, ma ho anche composto tre tavole che mi piacciono parecchio.

Spero con tutto il cuore di mantenere questo ritmo per tutto il resto del mese perché per me è davvero difficile lavorare bene con questo clima; poche persone condividono il mio odio per l’estate, per esempio, un grande scrittore sostiene che:

L’estate che fugge è un amico che parte.

Victor Hugo

Per me, invece, l’estate che si avvia alla sua conclusione è più uno di quegli ospiti molesti che finalmente leva le tende dopo essersi trattenuto troppo a lungo.

Oggi ho patito il caldo più del solito, forse perché le preoccupazioni di cui sopra mi consumano: ho iniziato la giornata all’insegna del terrore, quando l’editor mi ha scritto che per l’ennesima volta le tavole da stampare non gli andavano bene; non smetterò mai di ringraziare il disegnatore per la pazienza e la dedizione al progetto dimostrate in questi giorni, ma anche se ha fatto del suo meglio, assecondando richieste dell’ultimo minuto a dir poco allucinanti, ancora non sono certa che il libro vada in stampa nei tempi previsti. Domani è il giorno fatidico e si prospetta ancora più pesante di quelli passati, ma io vado avanti…

Adesso mi dedicherò alla lettura e alle revisioni fino all’ora di andare a dormire, così potrò coricarmi con la coscienza a posto, consapevole di aver fatto tutto quello che è in mio potere per sbloccare l’immobilità di un’estate che mi soffoca e non solo per l’afa; so che una notizia in arrivo (dovrei averne contezza venerdì) potrebbe bloccarmi di nuovo, così – nell’attesa – cerco di prepararmi psicologicamente ad affrontare una sfida molto difficile e a continuare a pensare positivo, nonostante la precarietà di un mondo in preda a un delirio dilagante, soprattutto dalle mie parti… ve ne parlerò in dettaglio, prima o poi, statene certi.

L’appuntamento è per domani – stesso luogo, ora incerta – amici produttivi: statemi vicini perché ho bisogno di tutto il sostegno possibile per non arrendermi.

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