Una Nuova Settimana, Tutta da Scrivere

Fuori piove, sul letto il mio gatto russa ed io sono davanti a un nuovo foglio bianco con in testa questa canzone…

Dovreste trovare strano il fatto che abbia usato l’espressione “foglio bianco”, visto che sto lavorando a un libro che ormai si avvia alla conclusione, ma per me è la normalità “ricominciare” una volta giunta alla fase finale: devo aggiungere nuovi brani e mi piace curarli singolarmente, in file separati dal resto del testo. So già dove inserirli, ma scriverli direttamente nel corpo del romanzo mi metterebbe a disagio, avrei la sensazione di essere approssimativa, così facendo, invece, ho un pieno controllo dei “brani in più” – numero di pagine, connessioni, dettagli interessanti – e in questo modo posso riservare all’ultima parte del romanzo maggiore attenzione.

Ho già utilizzato questo metodo per una delle storie che apprezzo di più tra quelle che ho scritto e spero che funzioni anche stavolta. Ogni volta che mi appresto a “cesellare” una mia opera l’emozione è sempre parecchia: non è da tutti portare a termine un’impresa impegnativa come la realizzazione di un libro e “A.E.” (vi dirò il titolo completo quando l’avrò completato) sarà il mio quinto romanzo… non ho ancora trovato un editore giusto per nessuno di questi testi, ma sono così convinta della qualità di ogni singolo volume, che sono certa che presto ci riuscirò.

Nel frattempo, guardo fuori e penso due cose: sono felice e vorrei saltare l’estate a piedi pari!

Gif Scaricata da QUI.

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Sono un tipo strano io, mi entusiasmo per le piccole cose, come raggiungere traguardi a cui nessun altro a parte me dà importanza o avere a disposizione una nuova settimana per scrivere e tutta da scrivere: adoro i lunedì e adoro la pioggia… per forza sono impopolare! Ma credo che sia preferibile essere felice e sconosciuta che infelicemente popolare come molti miei colleghi che invece di gioire di ciò che fanno passano le giornate a sputare veleno sugli altri o a fomentare diatribe infinite.

Sarebbe bello che gli scrittori noti pensassero di più a scrivere e meno a spettegolare: un tempo si ubriacavano per esprimere la propria frustrazione e forse era un modo più romantico di sfogarsi che postare frecciate su Facebook, ma come avrete intuito io sono un tipo démodé e ritengo che molti battibecchi inutili siano causati dal fatto che le persone che li intraprendono hanno troppo tempo libero e non sanno come impiegarlo…

Nel nostro mondo l’ozio è diventato inattività, che è tutt’altra cosa: chi è inattivo è frustrato, si annoia, è costantemente alla ricerca del movimento che gli manca.

Milan Kundera

Per quanto mi riguarda, il tempo non mi basta mai e il poco che posso sottrarre alla scrittura (che è una Fede più che un mestiere per me) lo regalo a chi amo – poche persone selezionate che mi conoscono davvero e che mi amano per come sono – e a voi che mi seguite in silenzio; ma adesso per me è arrivato il momento di lasciarvi per dedicarmi al foglio bianco che mi attende, impaziente e implacabile come sempre… A domani, amici invisibili!

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