Straniamento

Questa settimana le giornate si sono susseguite più o meno tutte uguali: mi sono sempre alzata molto presto, ho revisionato il mio libro e mi sono fermata soltanto per mangiare e per scrivere il post del giorno. L’unica vera pausa quotidiana che mi sono concessa è la colazione mattutina, che faccio davanti alla tv in compagnia del mio gatto: è necessaria per ingranare e non me ne priverò, finché non sarà strettamente necessario, visto che è l’unico momento che non passo in una stanza oscurata, davanti a un foglio, virtuale o cartaceo che sia… è straniante questo vivere tra le ombre!

Questa abitudine mi ha permesso di scoprire serie nuove: alcune sono state vere e proprie rivelazioni, come “Il trono di spade“, che non mi aveva mai convinta e che invece mi sta appassionando in modo inaspettato (mi sto rimettendo in pari, una puntata alla volta, mentre registro la sesta stagione); “Deadwood“, invece, è una fonte di ispirazione notevole, visto che sto scrivendo una serie western – seppur steampunk – che vanta interpreti eccezionali e personaggi di grande spessore, infine, incredibile, ma vero, sto divorando anche una serie “teen”, “Diario si una nerd superstar“, che scorre a meraviglia nella sua leggerezza, grazie a personaggi simpatici e una vicenda ben costruita.

Purtroppo, però, a volte incappo in serie che mi pento di aver scaricato e una di queste è proprio quella su cui nutrivo le maggiori aspettative: “Fear the Walking Dead“… Oggi, mentre guardavo la quinta puntata della prima stagione (la penultima), ho pensato che gli autori sono riusciti in un’impresa quasi impossibile: hanno sbagliato tutto. Di solito, in una serie di medio livello, ci sono note storte, ma in questa non ce n’è una giusta e non so da dove partire per spiegarvi il perché… Innanzitutto, il cast è il più sbagliato di sempre: i personaggi sono antipatici, piatti, spesso agiscono in modo incongruente e francamente non tengo alla vita di nessuno di loro; il ritmo è così lento che mi viene voglia ti premere il tasto forward ogni minuto e poi se guardo una serie del genere voglio vedere zombie a palate, ecco!

Illustrazione Scaricata da QUI.

Illustrazione Scaricata da QUI.

Credo che guarderò l’ultima puntata e che la mollerò: non saprò mai se i protagonisti moriranno zombie, ma nell’attesa preferisco non morire io di noia.

Oggi è stata una buona giornata perché ho lavorato molto bene (ho quasi finito la revisione e spedirò tutto domani pomeriggio o domenica mattina), ho ricevuto le prime illustrazioni dalla disegnatrice che si sta occupando del mio libro e mi sento più ottimista del solito, nonostante l’estate che avanza minacciosa, forse perché oggi ho letto e sentito tante sciocchezze che mi sento più intelligente della media! Tra scie chimiche e teorie del complotto sui vaccini, mi sembrava di essere finita nell’ultimo episodio di “X-Files“, che – per inciso – era di una bruttezza imbarazzante e sembrava scritto da un 5* infervorato…

La conoscenza è diventata un optional: come ha fatto notare Diego Cajelli in uno splendido post (lo trovate QUI), non bastano nemmeno più legioni di scienziati a convincere un adepto della rete che che le idiozie che condivide non sono soltanto inventate di sana pianta, ma anche dannose e un giorno la situazione ci sfuggirà di mano in via definitiva; ci è già sfuggita di mano in un certo senso, basta ascoltare i commenti dei più sui noi laureati per capire quanto sia valutato il nostro titolo di studio in questo Paese di tuttologi… Ma io non do peso a certe uscite, sarebbe assurdo farlo, perché so bene che…

Quando ignoranza e mediocrità si coalizzano, ne risulta la cosiddetta voce del popolo.
Alessandro Morandotti
Per questo saluto solo voi, amici dotti: siete gli unici che meritano la mia buonanotte… A domani!

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