Riavvolgere il Cervello

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Sì, riavvolgere il cervello è la soluzione migliore quando tutto si aggroviglia: ci sono artisti che sono multitasking e danno il meglio nel caos, ma io non sono così… pur cavandomela piuttosto bene quando sono sotto pressione, non sono capace di gestire troppe cose contemporaneamente e quando gli impegni iniziano ad accumularsi mi sento sopraffatta e vado in tilt.

Questo è ciò che è successo negli ultimi due mesi. Ero già passata da una situazione analoga e sono rimasta bloccata troppo a lungo, ma stavolta ho l’esperienza dalla mia e so che cosa devo fare per uscire in fretta dall’impasse: riavvolgere e ripartire, ma non in quarta… devo procedere lentamente, come se mi trovassi in una strada strettissima a due sensi di marcia e vedessi venirmi incontro un’auto molto più grande della mia.

Ciò che più mi spaventa riguardo ad ALO e ai miei romanzi in stand-by è l’incredibile mole di lavoro che mi aspetta: se penso a queste storie nella loro globalità mi sento piccola piccola per la complessità degli intrecci che ho creato, ma ho anche paura che ciò che mi sembra perfetto in teoria non funzioni su carta, eventualità che mi terrorizza.

Ma c’è dell’altro: non ho molto tempo a disposizione per finire e la fretta non è mai stata un buon ingrediente per nessuna ricetta…

Dunque, è l’inesorabile corsa delle lancette verso la deadline – unita al timore di sciupare qualcosa su cui ho lavorato e dovrò ancora lavorare tantissimo – a spaventarmi e a immobilizzarmi a metà volume, pur sapendo che cosa succederà dopo e, come ho scritto sopra (sotto metafora), l’unica soluzione a questo blocco è la lentezza.

Non c’è cammino troppo lungo per chi cammina lentamente, senza sforzarsi; non c’è meta troppo alta per chi vi si prepara con la pazienza.

Jean de La Bruyère

Preparerò in questi 3 giorni i testi che devo consegnare giovedì e sarò puntuale come al solito, ma non mi imporrò di terminare la sceneggiatura per la fine della settimana: lo farò solo se le soluzioni che troverò per realizzare la storia che desidero narrare mi consentiranno di accelerare, altrimenti andrò a passo d’uomo… il mio romanzo in stand-by dovrà aspettare ancora un po’ e ne sono dispiaciuta, ma preferisco di gran lunga la qualità alla quantità e il mio figlioletto indiano si merita tutto il mio impegno.

Non ci crederete, ma dopo aver scritto questo mi sento già meglio: forse basta riconnettersi con se stessi per ritrovare il sorriso e ripartire; a questo proposito vi lascio sulle note di una canzone che sembra del tutto estranea al discorso che vi ho appena fatto se non avete visto QUESTO SPLENDIDO FILM.

Buona domenica, amici incrollabili! Ogni giorno è un gran giorno per scrivere un piccolo capolavoro, ma domani lo sarà ancora di più…

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