Primo Giorno

By 8 agosto 2016Delirio, Moleskina, Progetti

Il primo giorno di studio è stato meno traumatico del previsto: mi ci è voluto un bel po’ per ingranare – questo sì – e se devo essere del tutto sincera è stato faticoso restare sveglia dopo le prime due ore, ma ce l’ho fatta a rispettare l’obbiettivo che mi ero prefissata ed è questo l’importante.

Oltre a cercare di memorizzare un testo davvero noiosissimo, sono anche riuscita a occuparmi di un paio di faccende personali, ad allenarmi e, soprattutto, a finire l’ultima revisione del mio primo romanzo per bambini: ancora non ho ricevuto risposta, ma spero davvero che le mie correzioni siano eseguite nel minor tempo possibile e che migliorino ulteriormente il lavoro.

Se ho imparato qualcosa dalla giornata di oggi è che devo sfruttare meglio la mattina: mi sveglio prestissimo, ma per carburare mi ci vuole un’eternità… neppure il caffè mi fa più effetto! E anch’io mi pongo spesso il quesito appena sussurrato da questa grande autrice:

Chissà perché la notte, come la gomma, è di un’infinita elasticità e morbidezza, mentre il mattino è così spietatamente affilato.

Banana Yoshimoto

Mentre dal pomeriggio fino alla tarda serata mi sento al massimo dell’efficienza, al mattino sono intrattabile e mi dà fastidio qualsiasi rumore (in primis il chiacchiericcio della televisione); anche se provo a mettermi all’opera subito dopo una leggera colazione è come se fossi bloccata da braccia invisibili, che hanno il potere di disconnettermi dal mio cervello e vi posso garantire che non sono affatto carina in modalità “Monday’s Zombie“.

Illustrazione Scaricata da QUI.

Illustrazione Scaricata da QUI.

La nota positiva di questo lunedì altamente sperimentale è che mentre studiavo ho avuto una di quelle idee brillanti che di solito mi salvano la vita nelle situazioni di stress estremo: se riuscissi ad attivarmi la mattina e a studiare con profitto prima di pranzo, potrei dedicare il resto del giorno a smaltire le incombenze elencate nel primo programma d’agosto (quello precedente alla novità che mi ha scombinato i piani)…

Di sicuro non ce la farò a terminare tutto nei tempi che avevo calcolato prima di sapere di dovermi buttare sui libri, ma potendo dedicare poche ore a ciò che amo, mi godrò ancora di più quei momenti e, visto che le scadenze sono saltate, potrei essere così folle da aggiungere qualcosina alla mia già nutrita tabella di marcia… magari quei tre racconti brevi che attendono di essere scritti da due mesi!

Sì, è proprio vero che avere tanti progetti fa sentire vivi…

…almeno finché non ti schiacciano! Ma non permetterò che questo accada e domani sarò ancora più brava di oggi: ce la metterò tutta affinché sia così!

Buonanotte, amici instancabili! See you tomorrow…

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