Parlare coi muri

Dovreste provarci… a parlare coi muri, intendo: sono molto più reattivi di certe persone.

Giulio sta facendo il lettering di ALO ed è stato così carino e sveglio da avvertirmi che a suo avviso c’è qualcosa che non va nei dialoghi: il mio fegato ha fatto una capriola (tanto varrebbe essere alcolizzata, almeno la mia futura ulcera dipenderebbe da qualche buon drink!), ho chiuso gli occhi per pregare tutti gli dei in ascolto di far sì che la situazione non fosse grave come sembrava e gli ho scritto qualche domanda in proposito… dalle risposte ne ho dedotto che l’editor se n’è bellamente fregato delle correzioni che gli ho inviato la scorsa settimana e dopo quest’ennesimo smacco, non potete biasimarmi se questo è il mio stato attuale:

Gif Scaricata da QUI.

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Vorrei dormire, stare a mollo e non pensare più a nient’altro, ma sono troppo coinvolta emotivamente per lasciar perdere e so già che questo ulteriore intoppo mi rovinerà il fine settimana; ho scritto la millesima e-mail in cui spiego che effettuare certe modifiche incide sulla storia – peggiorandola, naturalmente – e che alcune scelte mutano il senso di svariati dialoghi, però le mie lamentele al momento restano inascoltate e la sensazione di abbaiare al vento si sta trasformando in una certezza.

Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai!

Luigi Pirandello

Non so come andrà a finire questa faccenda, ma mi sento parecchio offesa come autrice, visto che la mia opinione sembra un optional e sono anche dispiaciuta per essermela presa con la mia agente, che non c’entrava niente con la questione e che mi ha aiutato a risolvere un problema dell’ultimo minuto, pur non essendo tenuta.

Sono già incappata in una situazione simile, con persone differenti e la radice del problema è sempre la solita: sarebbe bene non rimandare le revisioni all’ultimo minuto, soprattutto quando lo sceneggiatore ha inviato il materiale con mesi di anticipo rispetto alla consegna delle tavole. Sembra una frase fatta e invece è la pura verità: la storia si ripete…

Il mio augurio è di riuscire a raggiungere un compromesso che accontenti tutti, visto che in fondo – malgrado le incomprensioni – vogliamo la stessa cosa: il miglior libro possibile.

Il sunto di tutto questo discorso è che luglio finirà peggio di com’è iniziato, che vado incontro a un’altra lunga attesa che stavolta potrebbe sfociare in un confronto spiacevole, che sono indispettita a livelli indescrivibili, che le incertezze sembrano moltiplicarsi e che non mi rilasserò affatto in questi due giorni, ma voi – almeno per oggi – vi salvate da una delle mie micidiali liste, che ho deciso di rimandare a domani, visto che quando sono molto arrabbiata prendo sempre pessime decisioni e le mie già scarse capacità organizzative si affievoliscono ulteriormente.

Cosa farò ad agosto, dunque, lo scoprirete domani; nel frattempo, statemi vicini, amici incompresi, perché mai come ora ho avuto bisogno del vostro sostegno…

One Comment

  • Grazia ha detto:

    Tutta colpa dei Babilonesi, fai incacchiare la divinità e non ci capiamo più!
    “Dio considerò quel proposito un atto di presunzione, per punirli confuse i linguaggi degli uomini che non riuscirono più a comunicare tra loro,abbandonarono la costruzione della torre e si dispersero per il mondo…” Quindi un po’ del tuo mal di fegato lo ha procurato Geova!
    Coraggio, la nascita dei nostri figli comincia con i dolori ma finisce nella gioia!

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