Il Nuovo Cinema

By 20 marzo 2016Moleskina, Serie TV

Molti ritengono che cinema e tv siano due media che non dovrebbero essere paragonati e sono d’accordo quando si tratta di mettere a confronto un film d’essai con una serie italiana per famiglie a caso. Ci sono delle eccezioni, naturalmente, tra le quali mi viene spontaneo citare Coliandro e Boris (anche se  sospetto che siano più gradite a un altro tipo di pubblico), ma in genere quando mi soffermo su uno di quei prodotti “innocui”, confezionati al solo scopo di intrattenere, evitando di irritare la sensibilità del target di riferimento e dunque di toccare temi caldi, mi sento irritata io perché il livello è così basso da risultarmi intollerabile…

Penso alle serie americane e inglesi e mi domando cos’ho fatto di male per meritarmi fiction scritte e interpretate come se fossero destinate alla recita della scuola; mi consolo pensando che i francesi hanno fatto QUESTO e i tedeschi QUEST’ALTRO, ma poi mi rattristo di nuovo perché in tempi recenti hanno sfornato rispettivamente Les Revenants e Deutschland83, che rispetto a certi nostri prodotti sono dei capolavori.

La realtà è che – se realizzata a dovere – una serie televisiva può competere eccome con un bel film, anche se il più delle volte perde la partita proprio a causa del suo successo: arriva un momento in cui per il bene della storia ci si dovrebbe fermare e invece la si prolunga con un’ulteriore stagione che finisce per sciuparla (e questo non succede solo per la tv, purtroppo).

Tra le serie che ho amato di più, oltre a Lost – che rimarrà nel mio cuore come la mia preferita di sempre, malgrado sia un esempio lampante di ciò che ho appena detto – c’è Dexter, che mi ha dato emozioni che non avrei mai creduto di poter provare grazie a una fiction…

Immagine Scaricata da QUI.

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Mi ero accostata alla serie piuttosto tardi e senza entusiasmo perché avevo letto il primo libro di Jeff Lindsay e ne ero rimasta piuttosto delusa: ho iniziato a seguirla a metà della seconda stagione e ne sono rimasta rapita, non mi sono più persa una puntata e ho toccato il massimo dell’esaltazione all’arrivo del Trinity Killer e al ritorno di QUEST’UOMO, ma da Lumen in poi ho cominciato a seguire la saga con sempre maggiore inquietudine, cominciando a sperare che finisse, prima che gli sceneggiatori compissero un errore fatale, che purtroppo hanno fatto…

C’è stata una clamorosa virata di valori da parte di uno dei miei personaggi preferiti, che a un certo punto è diventato così incoerente da perdere la propria identità ed è stato condannato a una fine indegna che non meritava… non avendo letto gli altri libri da cui è tratta la serie, non posso dire se lo scempio dell’ultima stagione sia fedele alla storia originale o meno, ma a mio parere si tratta di uno dei peggiori finali di sempre.

Se sono vere le voci che ci sarà una nuova stagione, spero che sia scritta tanto bene da farmi dimenticare l’ultima, che sia al livello di quella del Killer del Camion Frigo, che tra le altre cose, ha anche avuto il merito di farmi smettere di dipingermi le unghie di cinque colori diversi.

Proprio perché vorrei che questo piccolo desiderio si avverasse, dedico la canzone e la frase del giorno a questo serial killer che ho tanto amato. La prima è il tema della geniale sigla della serie in cui alla fine Michael C. Hall sfoggia un’espressione impareggiabile che dice tutto sul personaggio che sta interpretando.

La frase, invece, è una di quelle che descrive meglio Dexter (e che descrive anche tante persone che non sono necessariamente assassini):

Non ci sono segreti nella mia vita, solo verità nascoste che si trovano appena sotto la superficie.

Dexter Morgan

Che poi, se vogliamo dirla tutta, la metafora dell’oscuro passeggero è quanto di meglio sia stato scritto sui nostri impulsi più inconfessabili negli ultimi secoli: ognuno di noi ce l’ha questo passeggero, inutile negarlo, ma per fortuna i più riescono a farlo stare zitto sul sedile posteriore…

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