L’enigma di oggi consiste nello scoprire perché nel mio sogno di stanotte, in sottofondo, si sentiva questa canzone…

E soprattutto perché stavo aiutando Oscar Isaac a costruire un robot come quelli di Loumyx, ma come al solito sto andando fuori tema, quindi soprassediamo…

Quest’anno non riceverò molti regali e il motivo ormai dovreste averlo intuito da tempo, ma ne parleremo comunque nel 2017 perché sono un tipo scaramantico e visto che le cose non stanno andando esattamente come avevo previsto preferisco tacere finché non avrò chiuso la faccenda una volta per tutte.

L’immobilismo di queste settimane mi sta uccidendo: il restyling del blog è bloccato, la questione di cui sopra è critica, i sostenitori di ALO investono con il contagocce, malgrado un concorso in cui abbiamo messo in palio un premio al giorno e non riesco a procedere col lavoro perché non appena tento di riprenderlo un nuovo problema mi impedisce di proseguire… Mi sembra di essere in uno di quei giochi in cui non riesci a sbloccare il livello successivo perché hai sbagliato un passaggio e ti manca qualcosa di fondamentale per andare avanti.

Se potessi stilare una lista di « virtù » da acquisire, di sicuro chiederei:

  • Una bella faccia tosta.
  • Una buona dose di carisma in più.
  • Una linguaccia tagliente.
  • Una maggiore capacità organizzativa.
  •  Tanta cattiveria da usare contro chi se la merita.

E mi farei estrarre con le pinze tutto quel garbo che ha fatto sì che gente dagli scarsi meriti mi passasse avanti nel corso degli anni, non prima di avermi calpestato bene bene, cosa che di certo non è successa soltanto alla sottoscritta, visto che…

La tendenza generale del mondo è quella di fare della mediocrità la potenza dominante.

John Stuart Mill

Ci ho scritto un libro su questo argomento e magari il prossimo sarà l’anno buono per pubblicarlo.

Scrivere e pubblicare nuove (e belle) storie in realtà è il mio più grande desiderio da sempre ed è quello il regalo che vorrei davvero, visto che nel 2016 – pur avendo sgobbato pressoché ininterrottamente –  sono riuscita a pubblicare soltanto 4 racconti e il primo volume del mio fumetto, oltre ad arrivare in finale a 3 concorsi, un magro bottino se rapportato alle ore di lavoro investite, anche se la soddisfazione è tanta, ma sto ancora divagando: vi avevo promesso una lista di oggetti improbabili che vorrei, ma che non posso permettermi, almeno non adesso o nell’immediato futuro…

Immagine Scaricata da QUI.

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Attenendomi ai suddetti parametri, i doni impossibili che desidero sono questi:

  • La USB Typewriter, possibilmente modello Underwood (esaurito, a quanto pare), con un iPad da inserirci… se pensate che stia chiedendo troppo, sappiate che mi accontenterei anche della Querkywriter, ma non sarebbe la stessa cosa e visto che sto sognando, lasciatemi almeno sognare in grande!
  • Una macchina da scrivere perfettamente funzionante e corredata di ricambi: sì, lo so, sono monotematica! Il fatto è che l’idea di realizzare un romanzo « alla vecchia maniera » mi ha sempre attirato moltissimo… forse è solo una fantasticheria romantica, ma mi piacerebbe davvero tentare.
  • Un corso on line alla Scuola Holden: in molti mi hanno detto che non ne vale la pena, ma non avendo potuto iscrivermi quando avevo l’età giusta per farlo, mi è rimasta la voglia di provarla, sfizio che magari un giorno – dopo aver raggiunto una maggiore stabilità economica, naturalmente, potrei anche riuscire a togliermi, chissà…
  • Un buono inesauribile da spendere in libreria.
  • Un paio di occhiali della Cutler and Gross:  dovrò cambiare le lenti a breve, ma visti i costi proibitivi di questa marca, pur adorandone lo stile, mi sa che sceglierò qualcosa di molto più economico…

Ma il fatto che non riceverò nessuna di queste cose non mi rattrista perché sono consapevole di avere già moltissimo e mi vergognerei non poco a lamentarmi: Natale dovrebbe servire a renderci conto di quanto siamo fortunati ad avere un tetto sulla testa e del cibo da mettere in tavola, ma anche a poter esprimere la nostra opinione senza essere arrestati o torturati, a non dover subire l’orrore della guerra – come sta accadendo altrove a persone che avrebbero diritto a vivere tranquilli come noi – ad avere i nostri cari accanto… sono queste le cose che contano e dato che non mi mancano, posso fare a meno di tutte le voci della lista appena stilata.

Ciò che auguro davvero a me alle persone a cui voglio bene e a tutta la gente buona che c’è al mondo è che il lavoro non manchi, che la salute resti solida e che i semi gettati negli anni passati germoglino e portino qualcosa di speciale… Buona Vigilia a tutti voi, amici virtuali e non: ci ritroviamo domani mattina, sempre qui, per scambiarci gli auguri veri e propri.

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