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La mia giornata ideale, ormai dovreste saperlo, mi vede impegnata nella stesura di una storia stimolante o alle prese con una lettura avvincente, possibilmente davanti a una tazza di tè fumante mentre fuori imperversa una tempesta (vi anticipo: se fossi stata normale non avrei scelto questo mestiere).

In inverno dovrebbe essere semplice per me trovare calma, freddo e pioggia, che sono da sempre i migliori alleati della mia ispirazione… e invece no! La calma è andata in ferie e tornerà quando non dovrò più star dietro ventiquattr’ore su ventiquattro a un progetto di cui vi parlerò nel 2017, il freddo è misurabile dall’abbigliamento del mio ragazzo – che se ne va in giro in t-shirt a dicembre inoltrato – la pioggia ha fatto una toccata e fuga l’altro giorno per poi sparire di nuovo, dunque mi rimane solo il tè… e ora che ci penso, anche l’Earl Grey è quasi finito!

Mi dite come faccio a godermi la mia stagione preferita se quando vado a passeggiare sul mare sudo anche se indosso una giacca leggera e vedo gente che fa il bagno come se l’estate non fosse mai finita?

Per riprendere il giusto ritmo non posso far altro che sperare che gennaio sia all’altezza delle mie aspettative e mi regali tante giornate fredde e piovose che mi restituiscano la voglia di scrivere a prescindere dalle scadenze e dagli obbiettivi personali.

Malgrado il sole, comunque, mi sento insolitamente fiduciosa! La mia insegnante mi ha detto una cosa giustissima: dagli ultimi brani che ho composto è evidente che non mi sto divertendo… Il fatto è che negli ultimi tempi non sono riuscita a mettere da parte le preoccupazioni nemmeno durante le pause-scrittura e accumulare materiale è diventato più importante di curare come si deve i libri e le sceneggiature che sto progettando, forse anche a causa della consapevolezza che presto non avrò più molto tempo per terminare i progetti rimasti in sospeso.

La soluzione è fermarsi, concentrarsi su un progetto alla volta e, soprattutto, ricominciare a scrivere con entusiasmo perché senza emozione questo mestiere non ha senso: uno dei buoni propositi per l’anno nuovo sarà sicuramente quello di sedersi di nuovo alla scrivania a lavorare animata dalla stessa passione di quando ho cominciato e di farlo tutti i giorni non come se fosse un obbligo, ma un grandissimo privilegio per cui essere grata.

Stamani a lezione mi sono divertita moltissimo e sono davvero contenta che il corso prosegua dopo le vacanze: durante la pausa natalizia mi dedicherò al mio libro con la massima cura, visto che oggi ho ricevuto dritte utilissime e anche preziosi suggerimenti di lettura; è bello stare in mezzo a persone che condividono le tue passioni, anche per un’asociale come me, anche se ho sempre pensato che…

Nessuno è mai solo con un libro in mano.

Roberto Roversi

Sono così entusiasta di questa mattinata che oggi farò di tutto per andare alla presentazione della raccolta di racconti degli allievi della Scuola Carver e salutare di nuovo gli amici del corso prima della lunga sosta che ci separa dalla prossima lezione.

Da domani fino alla fine dell’anno, però, sarà il mio indianino a monopolizzare la mia attenzione, un po’ perché questo crowdfunding sta andando troppo a rilento e devo assolutamente inventarmi qualcosa per velocizzarlo, un po’ perché non posso soffermarmi oltre su una sceneggiatura che avrei dovuto già aver finito da settimane.

Vi saluto prima che tutto questo inaspettato ottimismo si esaurisca e comincio a prepararmi per l’evento mondano del pomeriggio… Buona domenica a tutti, amici sognatori! Al solito, ci aggiorniamo domani.

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