Bello il titolo, vero? Sembra il nome di una danza caraibica o di uno di quei libri fighi che non parlano di niente, ma che sono così ben confezionati da fartelo dimenticare e invece no, non si tratta né dell’una né dell’altra cosa, ma della mia situazione attuale: da mesi vivo in questa specie di limbo eterno da cui non riesco a uscire… mi muovo, eppure resto sempre ferma; vado avanti e mi ritrovo sempre nello stesso punto.

Stamani ero così stanca che mi è sembrato di risorgere dalla tomba più che di alzarmi dal letto e – pur essendo contentissima di vedere una cara amica che non abbracciavo da troppo tempo – ho affrontato le ore successive al nostro incontro con la ricettività di uno zombie in fase di decomposizione.

Non sono mai riuscita a scrollarmi di dosso la sensazione di muovermi in un mondo irreale e il fatto che quando sono andata in palestra ad allenarmi stessero girando un film ha reso quest’impressione ancor più palpabile; sugli schermi delle tv davanti ai tapis roulant stava andando in onda questo video…

…ed io ho fatto tutti gli esercizi che dovevo fare pensando a un tempo spensierato che non c’è più e sperando che nessuno mi rivolgesse la parola, desiderio che non è stato esaudito, visto che mi sono arrivati un paio di apprezzamenti da sconosciuti che non mi hanno lusingato, ma solo infastidito.

Una volta a casa sono crollata, pur non volendolo: ho dormito troppo e non è stato un sonno rigenerante, visto che ho sognato persone che non voglio nella mia vita e situazioni disturbanti che sono sfumate in una vaga sensazione di disagio; ho troppi conti da pagare – anche metaforicamente parlando – e l’angoscia sta diventando una presenza costante nella mia esistenza, ma io provo comunque a trovare una strada per uscire da questa prigione mentale che mi immobilizza, sperando di poter far mia questa frase, un giorno:

Dapprima ti ignorano. Poi ti ridono dietro. Poi cominciano a combatterti. Poi arriva la vittoria.

Mahatma Gandhi

Nel frattempo, però, ho 5 post da preparare e da tradurre per l’imminente inizio del crowdfunding di ALO e so già che questo lavoro si prenderà tutta la mia serata: mi riterrò fortunata se riuscirò a scrivere per mezzora e a leggere una ventina di minuti prima di coricarmi; in questo momento vorrei fare qualsiasi cosa tranne ciò che devo fare, ma non posso rimandare oltre quest’incombenza, dunque torno a immergermi nel mio piccolo mondo senza uscite, consapevole del fatto che mi sto perdendo in un bicchier d’acqua…

Gig Scaricata da QUI.

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Aiutatemi voi a non affogare, amici concreti! Basterebbero solo un po’ d’incoraggiamento e una buona notizia…

One Comment

  • Grazia dit :

    Forse è colpa della stagione, il passaggio dal caldo infernale a un mini-inverno e un repentino ritorno d’estate, non giovano all’equilibrio ed al riposo… fra poco rientriamo tutti nei ranghi, Natale permettendo….

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