Festival Scrittrici in Noir – Resoconto completo

Volevo parlare da tempo degli eventi, degli argomenti e delle emozioni che hanno reso il Festival Scrittrici Noir un grande successo, ma dopo l’ultimo incontro (con Giorgia Lepore, il 1° Settembre), complice una bomba d’acqua che ha rischiato di rovinare la serata, mi sono presa una di quelle influenze che partono piano e che ti erodono lentamente, da dentro, illudendoti di poter guarire in un paio di giorni, mentre ti piazzano cariche esplosive in gola e nel naso, sincronizzate in modo tale da detonare in un raffreddore e una tosse molesti che non temono nessuna medicina. Non li ho ancora sconfitti, in realtà, ma ho deciso di ignorarli.

Partiamo dal principio: chi sono le Donne Difettose che hanno messo in piedi questa magnifica iniziativa? E com’è stato scelto il tema per The Dark Side of the Woman, il premio letterario che ha dato origine all’omonima raccolta (di cui vi ho già parlato in dettaglio QUI)?

Una Donna Difettosa ama il Metal, ma piange durante la scena della morte della mamma di Bambi: questa è la definizione data da Elena, parlando del Festival sul palcoscenico per la selezione di Miss Livorno. Mentre ascoltavo le ragazze che promuovevano l’associazione, guardavo le giovanissime e imbronciate miss, impazienti di sfilare verso una vita di cliché e ho sperato che qualcuna di loro si riconoscesse in quella frase apparentemente contraddittoria che di contraddittorio non ha nulla… è presto per dirlo, ma magari qualcuna ne è stata ispirata e da grande ci sorprenderà. Le già grandi invece – le Donne Difettose originali – eccole qui:

Basta seguire questo link per leggere le loro mini biografie e scoprire che sono davvero in gamba come sembrano e che hanno talento da vendere. La tematica del concorso è stata ispirata da una domanda di un editor che ha commentato un’opera piuttosto forte di Elena chiedendosi perché una donna dovrebbe scrivere una cosa del genere (spoiler: non era un romanzo rosa), commento che mi ha ricordato un altro editor, in un altro ambito, in un’altra nazione, che mi disse più o meno lo stesso in merito a un fumetto noir che gli proposi… Questa è roba da uomini! – sentenziò, azzannando una brioche e sparpagliando briciole cremose sulla prima pagina del mio progetto… La risposta alla domanda di cui sopra è implicita in questo commento: noi donne abbiamo il dovere di scrivere “cose del genere” non solo perché ne siamo perfettamente in grado – come e a volte meglio dei colleghi maschi – ma, soprattutto, per non essere confinate nel recinto della narrativa rosa a belare frasi d’amore trite e ritrite e a sospirare sugli immancabili addominali scolpiti del protagonista.

Noi siamo molto di più e i racconti che sono arrivati da tutto il mondo lo hanno dimostrato, ma andiamo per ordine…

SERATA I – PREMIAZIONE (21 luglio)

Condotta dalla spumeggiante Sara Chiarei, speaker di Radio Stop, questa prima serata ha visto un numero sorprendente di presenze, ma la cosa più strabiliante è stata associare i racconti selezionati alle autrici, donne dissimili per età, carattere e aspetto, ma unite dal desiderio di dar voce a quel lato oscuro che molte zittiscono troppo spesso per continuare a ricoprire un ruolo che ci è stato imposto e che alla maggior parte di noi non piace.

Invito di nuovo tutti – gli uomini, soprattutto – a leggere i 15 racconti della raccolta e a visitare il nostro lato oscuro: all’inizio ne sarete terrorizzati, ma poi vi piacerà.

Inutile dire che è stato un onore conquistare un posto in questo bel libro e che spero che le ragazze abbiano voglia di ripetere questa fortunata esperienza, scegliendo un altro tema abbastanza caldo da far accapponare la pelle agli editor mangia-brioche di tutto il mondo.

SERATA II – DISSOLVENZA IN NOIR CON DELITTO (22 luglio)

Per me è stato subito amore: ho adorato “Tutto quel buio” di Cristiana Astori e ho adorato lei, una persona dotata di un talento raro, accompagnato a una grande intelligenza e a tanta simpatia. Se non avete mai letto le avventure di Susanna Marino nella trilogia dei colori che precede questo volume, andate subito a procurarvi gli e-book (i cartacei, purtroppo, sono quasi introvabili) e non resterete delusi: originalità, accuratezza e una trama avvincente, vi faranno divorare le sue storie e invocarne a gran voce un seguito.

L’intervista a Cristiana è stata condotta magistralmente da Veronica Galletta, che è stata un po’ l’anima delle ultime tre serate del festival e che ha messo in risalto, come sempre, i punti essenziali del testo grazie a domande mai scontate. Ho gradito in modo particolare il riepilogo di tutti i riferimenti cinematografici del romanzo: sono molti e mai utilizzati in modo superficiale e – se siete degli appassionati come me – durante la lettura del libro vi imbatterete in una scena che di certo avrete già visto in un gran bel film, descritta talmente bene che vi sembrerà di rivederla senza bisogno di schermi.

Tra le varie citazioni, però, ce n’è una che mi ha colpito più di altre: in “Tutto quel buio“, la protagonista legge “Nel bosco di Aus” di Chiara Palazzolo, un omaggio a un’eccezionale scrittrice nostrana scomparsa troppo presto e un’occasione per ricordarla… è stato molto bello da parte di Cristiana inserirlo nella storia e spero che questo invogli i lettori a scoprire le sue opere, così poco conosciute, ma meritevoli di una fama maggiore.

SERATA III – LA DISTOPIA DIETRO LA MACCHINA DA PRESA (5 agosto)

La terza serata del Festival ha visto protagonista Violetta Bellocchio e il suo ultimo romanzo: “La festa Nera” che – come ha spesso sottolineato – non racconta una distopia, ma un futuro possibile… L’ho letto tutto d’un fiato e ho provato quella sensazione che ogni libro dovrebbe darti: il desiderio di rileggerlo più lentamente per assaporarne i dettagli e riconoscere riferimenti e paesaggi familiari.

Violetta ha una personalità vulcanica, è una donna che non dimentichi e ha una grande dote: è altruista. Non si sentono spesso scrittori di una certa fama dispiacersi perché giovani autori di talento hanno dovuto dare forfait in un settore che generoso non è ed elargire dritte che sono oro per persone che come me si sono affacciate da poco – e con una certa titubanza – sul mondo dell’editoria.

Non vi anticiperò dettagli sul libro, ma vi dirò il momento che più mi ha emozionato dell’intervista: Violetta ha letto un brano del suo libro ed è stato incredibile… la sala è rimasta nel più totale silenzio per qualche istante prima di applaudire perché la commozione è stata fortissima e la sua impeccabile interpretazione ha aggiunto valore a un testo che è già di per sé un gioiello.

SERATA IV – UN ROMANZO NERO SULL’INFANZIA VIOLATA (1° Settembre)

Giorgia Lepore ha chiuso il Festival con la presentazione del terzo romanzo del ciclo di Gerry Esposito, “Il compimento è la pioggia“. Purtroppo, però, il tempo ci ha preso in parola e la serata ha rischiato di essere rovinata da un temporale improvviso, che ha svuotato la città e ha mietuto una vittima (la sottoscritta: come ho detto all’inizio, sono da buttare).

Avevo già avuto il piacere di conoscere Giorgia a Livorno, in occasione della presentazione di “Angelo che sei il mio custode“, apprezzando la sua spontaneità, la sua affabilità e la sua simpatia. Se non conoscete GregorioGerryEsposito, il suo controverso ispettore della squadra mobile di Bari, vi consiglio di rimediare cominciando dal primo libro che lo vede protagonista: “I figli sono pezzi di cuore“.

Durante l’intervista, ho avuto modo di scoprire molto sulla genesi di questa trilogia e sugli aneddoti che hanno ispirato la nascita del personaggio, oltre al metodo di lavoro dell’autrice che ci ha fatto morire dal ridere, narrandoci l’arcano dietro a un caciocavallo che è diventato una specie di leitmotiv per i presenti.

Che altro dire? Di Festival letterari ne ho visti parecchi, ma raramente ho visto metterci tanto cuore: le Donne Difettose ci hanno regalato un’esperienza preziosa, speciale, indimenticabile, ma mi aspetto molto altro da loro perché un tale risultato merita una replica e certe persone meritano di farsi conoscere da un pubblico ancora più vasto… in attesa dei prossimi progetti, dunque, vi invito ad andarvi a leggere il loro spassoso blog e a ricordarvi i loro nomi perché li risentirete molto presto.

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