Domenica d’agosto

C’è una cosa di cui sono intimamente convinta: se tutti fossero come me, il mio ragazzo e una ristretta cerchia di nostri amici, i ristoranti che hanno adottato la formula “All You can it” fallirebbero tutti in breve tempo. Dico così perché ieri Stefano ed io siamo andati a cena da Tokyo, uno dei nostri preferiti (per la seconda volta in una settimana… e oggi è domenica: se fossi in loro, tremerei!) e abbiamo divorato una quantità di cibo impressionante (soprattutto per i gestori): non so da che cosa derivi il nostro appetito pantagruelico, so solo che ogni volta ci ripromettiamo di regolarci e smentiamo clamorosamente noi stessi con perfomance che lasciano tutti a bocca aperta… Adam Richman in confronto a noi  è un dilettante e se il concorso di cui vi ho parlato ieri dovesse andare male, credo che dovrei soffiargli l’idea, registrando una versione italiana del suo programma: “Girl vs Food – Italy“.

Illustrazione Scaricata da QUI.

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Sushi a parte, ieri ero davvero intrattabile: un po’ perché – non so per quale motivo – la mia metà ed io ci siamo messi a guardare QUESTO FILM e il pensiero che qualcuno abbia potuto dare del denaro (tanto denaro) a uno sceneggiatore che – dopo aver inanellato una banalità dietro l’altra – ha deciso di chiudere la sua opera mettendo in bocca al personaggio principale la frase “La storia è appena cominciata”, mi ha innervosito non poco, un po’ perché ho iniziato la terza revisione del mio romanzo per bambini, trovando parecchi errori (troppi) che mi erano sfuggiti e la mia testa è rimasta lì per tutto il giorno…

Ora che ho concluso anche questo lavoro, mi sento già meglio, ma devo davvero smetterla di farmi rovinare le giornata dalle mie continue ansie per le consegne oppure ogni nuova pubblicazione non sarà più una fonte di gioia, ma di stress. Considerando che agitarsi non mi ha mai portato grandi risultati, per raggiungere i miei obbiettivi dovrei seguire questo saggio consiglio:

Se vuoi cambiare il tuo destino, cambia il tuo atteggiamento.

Amy Tan

Più facile a dirsi che a farsi. So che dovrei davvero smetterla di prendere tutto dannatamente così a cuore, ma è più forte di me: mentre correggevo, infatti, sono stata assalita da una paranoia incontenibile riguardo a uno dei miei romanzi e anche se ho già fatto il possibile per arginare il problema sorto in merito, non riesco ad acquietare la mia apprensione. Spero davvero che tutte le belle sensazioni legate ai miei ultimi piccoli successi non fossero solo un’illusione…

Nel dubbio, provo a non pensarci e vi do appuntamento a domani, amici inquieti: continuate a fare il tifo per me perché ne ho davvero bisogno.

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