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Un po’ di me

È scoccata presto la scintilla… avevo sei anni e la maestra ci assegnò il compito di scrivere una breve storia, dicendo che la migliore sarebbe stata scelta per una piccola recita. Scrissi di getto un racconto su rospi e cigni che lessi a voce alta, senza esitazioni: sentivo il peso dello sguardo dei miei compagni su di me e quando lo ricambiai vi trovai meraviglia… mi guardavano come se avessi compiuto un piccolo miracolo e – quando dovemmo votare – tutti, proprio tutti, indicarono me. Non ho mai piu’ avuto tante dita puntate contro e vinsi.

Da allora non ho piu’ smesso di scrivere: dapprima l’ho fatto solo per me, rielaborando i racconti dei miei autori preferiti, inventandomi nuovi personaggi o finali alternativi per i cartoni animati che piu’ mi prendevano e poi, qualche anno fa, ho partecipato ai miei due primi concorsi nazionali: “Lanciano nel Fumetto” e “Lucca Project Contest”, vincendoli entrambi e iniziando da li a pubblicare i miei lavori.

Tra me e lo scrivere e’ stato subito amore, quello che non ti fa pensare ad altro, quello che ti fa soffrire parecchio, ma che ha messo radici in te e che resta li, anche quando credi che sia davvero finita… se qualcuno prendesse il mio cuore in pugno e lo stringesse forte ne verrebbe fuori una spremuta d’inchiostro, su questo non ho dubbi.

Cosa scrivo

Da quando mi faccio chiamare Moleskina in riferimento al taccuino nero che usavano artisti come Hemingway, Wilde e molti altri (la Moleskine e’ cio’ che si avvicina di piu’ a quest’oggetto e tutte le mie storie sono nate li, dalle prime alle ultime) scrivo di tutto, anche se finora mi sono dedicata quasi esclusivamente alla sceneggiatura per fumetti.

In questi ultimi tempi sto esplorando campi eterogenei, lavorando a soggetti cinematografici, racconti per bambini e al mio primo romanzo, senza disdegnare il giornalismo…in fondo il mio picco di followers sul blog che ho curato per anni – Spremuta d’Inchiostro – l’ho toccato denunciando uno scandaloso annuncio di lavoro in cui un’azienda cercava un magazziniere “incline alla subordinazione”. Non posso che sorridere ripensando al modo in cui – la stessa settimana in cui pubblicai il post – fui presentata a un gruppo di sceneggiatori molto piu’ famosi di me. “Lo sapete che e’ lei?” chiese uno di loro “Moleskina…”. Sentii quasi i puntini di sospensione, tanto fu l’enfasi con cui il mio nickname di sempre fu pronunciato e questo, assieme a tanti piccoli grandi successi che ho assaporato da quando scrivo per mestiere, ha reso sempre piu’ forte la voglia di ampliare i miei orizzonti.

Adesso sono una professionista freelance e posso scrivere qualsiasi cosa.