Vorrei che fosse così semplice… Dice – o prova a dire – un favoloso personaggio dell’ultimo film dei fratelli Coen e vorrei anch’io che certe questioni lo fossero: se tutto fosse bianco o nero, se le persone si dividessero in buoni e cattivi e fossero facilmente identificabili ci risparmieremmo un sacco di problemi, soprattutto quando andiamo a votare, ma il mondo è ricco di sfumature e chi sostiene di avere tutte le ragioni di solito è nel torto.

Troppo cerebrale? Può darsi, lo sono sempre quando sono nel mezzo della progettazione di una sceneggiatura e il discorso che ho appena fatto non si riferisce soltanto alla politica, ma anche al lavoro che ho svolto oggi. In politica sembra che chi è di sinistra debba essere d’accordo a prescindere su determinati argomenti: ci sono dei dogmi che devono essere rispettati – così come a destra o al centro, d’altronde – e l’autonomia di pensiero non è contemplabile, devi essere omologato per avere il rispetto di chi conta.

Illustrazione Scaricata da QUI.

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Se non sei appiattito su determinate posizioni, la tua fazione ti guarda con sospetto e sono convinta che pur avendo sempre votato a sinistra, se esprimessi il mio disaccordo su certi mantra che molti ripetono come pappagalli senza analizzare le singole situazioni, verrei insultata da quelli più puri di me, quelli che non hanno dubbi, ma solo certezze.

Il fatto è che persone della stessa appartenenza politica possono – devono – pensarla in maniera diversa su qualcosa perché non siamo automi programmati per essere tutti sulla stessa lunghezza d’onda e quando questo succede mi sorge sempre un dubbio: non è che in certi casi conviene esprimere un pensiero piuttosto che un altro anche se non si è d’accordo? Sarà un caso che gli assolutismi appartengono sempre all’estrema sinistra o all’estrema destra (che in alcuni casi si toccano)?

Ai posteri l’ardua sentenza, fatto sta che proprio come ai tempi di ALO ognuno definisce eroi quelli del proprio gruppo e banditi gli avversari a prescindere dalle singole decisioni: non è così che si dovrebbe ragionare e se non ci diamo una regolata, torneremo al Far West, dove quello che grida o picchia più forte ha ragione… in un certo senso qui ci siamo già, ma è un discorso troppo lungo, che svilupperò un’altra volta, anche perché avevo scritto questo titolo solo per parlare di un mio personaggio: Zacharia Bell, sceriffo di Lakewood.

Zack è nato come un personaggio buono, quasi un paladino, ma mentre oggi lavoravo alla linea narrativa che lo coinvolge, mi sono resa conto che lo stavo trasformando in un cattivo. Mi sono fermata perché non era ciò che volevo, ma il fatto che scrivendo a ruota libera il mio inconscio abbia tentato di trasformare in una carogna l’uomo più buono del mio libro – noiosamente buono, a dire il vero – mi ha convinta a lasciare qualche zona d’ombra nella sua storia perché è giusto così: non esistono i cattivi e i buoni a tutto tondo; anche la persona più crudele avrà amato una volta nella vita e anche la più buona avrà avuto un pensiero meschino, no? Dunque smettete di difendere a prescindere una categoria e cercate di ragionare con la vostra testa, senza lasciarvi condizionare da cosa dirà di voi la voce che urla più forte e tenendo sempre bene a mente che…

Quando tutti pensano nello stesso modo, nessuno pensa molto.

Walter Lippmann

Buonanotte, amici obbiettivi! Vi lascio con una canzone che è anche un invito…

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