Agata – Terza Parte

Illustrazione Scaricata da QUI.

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Ed eccoci qui: il giorno dell’anno che odio di più – a pari merito con San Silvestro – è arrivato… Sarebbe tempo di bilanci, ma credo che sia ancora troppo presto per un resoconto dato che potrò stabilire se questo sarà o meno un mese produttivo alla fine della prossima settimana; il fatto è che il mio ragazzo sarà in ferie e ne sono felicissima perché potrò vederlo tutti i giorni, ma di certo lo studio ne risentirà… però, sapete che vi dico? Chi se ne frega! Come ho già detto venerdì, ci sono delle priorità nella vita e se non consideriamo l’amore una di queste, cosa campiamo a fare?

A proposito d’amore, cosa ne pensate della vicenda della nostra Agata e della sua metamorfosi? Il piccolo genio salvato dalla nostra eroina l’ha ricompensata esaudendo il suo insolito desiderio in modo creativo e state per leggere come andrà a finire, ma prima vorrei dirvi due parole su questo racconto prima di svelarvi il finale; innanzitutto, avrete notato che lo stile è molto frammentato, forse troppo… si tratta del mio primo esperimento letterario e oggi ne vedo tutte le pecche (tante a dire il vero). Potrei elencarvi ogni singolo errore, ma oggi è un giorno di festa e non è mia intenzione mettermi in cattedra: vi sto dicendo questo per invitare gli aspiranti scrittori che mi seguono a lasciar riposare a lungo i vostri lavori prima di revisionarli e proporli a un editor… All’inizio tutto ciò che scrivete vi sembrerà bello: è una pia illusione. L’iter per diventare autori decenti è più o meno questo: leggete, leggete, leggete, scrivete, riscrivete e riscrivete ancora, aspettate più che potete, continuate a leggere, scrivete altro e dopo qualche mese, riprendete il testo lasciato nel cassetto e divertitevi… Il più delle volte lo troverete molto peggiore di quanto ricordavate ed è una sensazione dolorosa, ma necessaria per farsi le ossa. Consolatevi pensando che pian piano andrà sempre meglio.

E adesso vi lascio al finale e vi dò appuntamento a domani, un martedì che a molti sembrerà un lunedì…

AGATA – TERZA PARTE

Il compito principale nella vita di ognuno è dare alla luce se stesso.

Erich Fromm

Passarono i giorni e Nico non smise mai di esprimere desideri…

Quando ammirò i capelli rossi di Sara, Agata si sentì come se la sua testa si incendiasse, come se il nuovo colore le fosse donato da una fiamma che ardeva costantemente nel suo cervello.

Quando lodò il naso alla francese di Elena, fu come se un dritto di un pugile le avesse frantumato le cartilagini e mentre le zecche le ricostruivano il viso tumefatto, lei desiderava solo morire, ma mai come quando Nico le parlò del sorriso di Lisa…

Le zecche tornarono ancora per strapparle i denti uno a uno e quando le ricrebbero – lisci e luminosi come perle – le sembrò che le stessero squarciando la bocca per riempirla di lamette.

Ogni sofferenza si aggiungeva alla precedente, senza mai placarsi finché Agata non riuscì che pensare al dolore, ma una sera, mentre se ne stava silenziosa in mezzo a tante chiacchiere, pur urlando dentro la sua testa, Agata sentì un amico di Nico dire qualcosa che la fece sperare…

Uscirono in strada. Lei riusciva a stento a camminare, ma si sforzò di stargli dietro, finché non cadde lunga distesa.

“Che imbranata…” commentò Nico, fermandosi per accendersi una sigaretta.

“Cosa ti ha detto Michi della sua fidanzata?” chiese Agata, rialzandosi sulle lunghe gambe traballanti.

“Che a letto lo fa morire. Beato lui! Tu sei una frana.” rispose Nico, senza girarsi.

“Di’ che mi vorresti come lei: i desideri si avverano a volte…”

E lui lo disse.

Al risveglio, Agata riservò a Nico il suo sguardo più dolce e lo baciò.

Lui fissava il soffitto: era immobile, con le labbra semi-aperte, come se volesse esprimere un concetto per cui gli sfuggivano le parole. Un rivolo di sangue gli colava dall’angolo della bocca, disegnando sul cuscino un ghirigoro scarlatto che somigliava a un cuore.

Agata si toccò il naso per appurare che fosse tornato aquilino e si stiracchiò, libera da ogni dolore.

Non si sentiva così bella da tempo e per celebrare la sua ritrovata felicità, decise che si sarebbe concessa una scorpacciata di ciambelle glassate.

FINE

Buon Ferragosto a tutti, amici vacanzieri!

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